L’ultimo post dell’anno

Con l’ultimo post del 2017 vorrei tirare le fila dell’anno appena passato. Quest’estate avevo già fatto un bilancio parziale, un bilancino, dopo pochi mesi dall’apertura del blog, ma ora è il momento di fare sul serio.

Snoop Dogg

Che sono diventata freelance ve l’ho già raccontato, ma nel frattempo ho pure cambiato taglio di capelli e per i primi mesi del 2018 è in programma anche un trasloco (ma non voglio dire dove fino a quando non sarà ufficiale, perché a essere scaramantici non si sbaglia mai).

Cosa mi lascio alle spalle di questo 2017? 


È stato un anno densissimo di eventi, di persone, di studio, di cadute e risalite. Ma è stato anche un anno di conferme e nuove certezze, e cose belle di cui ho voluto circondarmi il più possibile. Perché un anno fa presto a scappare via, ed è meglio cercare di non sprecarlo.

Quindi, ecco il mio bilancio dell’anno appena passato.

Mappa di viaggio

Ho fatto due viaggi importanti, uno che rimandavo da anni (tornare a Londra) e l’altro, in una città scelta un po’ a caso e di una bellezza sorprendente (Vilnius). È stato anche l’anno in cui sono tornata di più a Venezia, nonostante il rimpianto di un Festival del cinema mancato.

Libro e caffè
Finalmente ho ricominciato a leggere, soprattutto in questi ultimi mesi, ma anche durante una varicella che mi ha sorpresa in primavera e nella scorsa, torrida, estate.

Tanti, ancora, compongono la mia biblioteca dei libri non letti, altrettanti sono ancora in wishlist, ma quelli che sono riuscita a finire sono:

Televisione vintage

Sono state decine le serie tv che ho divorato e di cui ho spesso avuto qualcosa da dire. Ma me ne sono piaciute altrettante, anche se non ne ho (ancora) parlato: Mindhunter, Dark, Big little lies, She’s gotta have it, Master of None, Santa Clarita Diet, Suburra

Secondo l’app del mio telefono dove ne tango traccia, finora ho passato più di due mesi della mia vita guardando serie tv.

C3PO Star Wars
I film visti quest’anno forse sono stati troppo pochi.
Ce ne sono alcuni che ho voluto a tutti i costi vedere in sala e che mi resteranno nel cuore: Logan, La La Land, Baby Driver, Dunkirk e, naturalmente, Star Wars – Gli ultimi Jedi.
E poi ci sono stati Jackie, Okjia, Blade Runner 2049, Arrival e l’ultimo, Wonder Wheel, visto qualche giorno fa in un cinema semi vuoto in un pomeriggio di pioggia.

Cuffie e vinili

È stato anche un anno di musica. Mi ha accompagnata non solamente dal vivo (Mac DeMarco, Ennio Morricone, i Jamiroquai), ma anche attraverso le serie tv e i film con una colonna sonora perfetta: The Get Down, Big Little Lies, She’s Gotta Have it, American Gods, La La Land e Babydriver.

E, last but not least, sono stati tanti anche gli album usciti nel 2017 che hanno scandito il passare dei mesi. Ve li lascio qui come ultimo pensiero, se avete voglia di finire l’anno con qualcosa di bello.



Se l’anno che sta per finire è stato per me un momento di semina, in cui ho messo le fondamenta, il mio augurio per il 2018 è che diventi quello della crescita e della costruzione. Buon nuovo inizio a tutti.

Una vita sotto il palco.

Quest’anno mi sono tolta due grandi soddisfazioni musicali: prima il mio cuore ha palpitato per Ennio Morricone all’Arena di Verona, e qualche giorno fa ho soddisfatto la me adolescente con i Jamiroquai al Forum di Assago.

Dal concerto dell’altra sera ho avuto tanto di quello che mi aspettavo, ma anche qualcosa di più e qualcosa di meno. Ho avuto la serata di funky grintosissimo che mi aspettavo (praticamente come ascoltare il loro Greatest Hits), ho rivisto un pochino il ballerino dalle mosse inconfondibili, anche se bloccato e appesantito dall’età e dalle sfighe di salute che ha avuto negli ultimi mesi.
Ho amato il nuovo cappello-istrice luminoso (quello della copertina di Automation), la versione elettronica e moderna dei suoi inconfondibili copricapi di piume e cappelli vari con cui si è sempre coperto la testa.

Insomma, sono andata a dormire felice.

Ho conosciuto Jason Kay e i suoi quando ancora ero alle scuole medie, visti per la prima volta forse nel video di Deeper Underground, colonna sonora di Godzilla, che per gli anni Novanta era una cosa pazzesca e innovativa. Forse non ai livelli di Virtual Insanity, ma era questa roba qua e io all’epoca lo adoravo.

È passato qualche anno. Lui adesso ha una bambina, una discreta panza e forse ha davvero smesso di fare la rockstar viziosa. Io decisamente non vado più a scuola da un po’.

Il fatto che segua i Jamiroquai da quando ero così piccola, mi ha fatto venire voglia di misurare la mia vita in concerti, e ho provato a risalire al primo in assoluto.

Diciamo che ho iniziato presto e non ho mai smesso.
La musica che ho scelto di ascoltare dal vivo è cambiata insieme a me e alcuni live hanno segnato delle tappe importanti della mia vita.

9 luglio 1999, Viareggio: la data zero della mia vita di musica dal vivo. Per una ragazzina di 13 anni alla fine degli Anni Novanta quale poteva essere il battesimo?
Naturalmente, il tour dei Backstreet Boys. E come ogni fan che si rispetti, ho anche fatto l’appostamento sotto il loro hotel.
Sì, si sono anche affacciati dal balcone. No, non sono svenuta.

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Poi, i Lùnapop a Treviso nel 2000, con un Cesare Cremonini diciottenne (e quindi per me un vero adulto) al piano, i capelli fucsia e le bolle di sapone sparate su “Vorrei”.

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Da adolescente ho visto un sacco di volte i Subsonica, poi sono passata a Carmen Consoli, Cristina Donà e Caparezza, che ha fatto da colonna sonora ai primi anni dell’università.

Ma i live più importanti della mia vita adulta sono stati senza dubbio quelli di Paul McCartney, a Bologna e all’Arena di Verona nel 2011 e nel 2013. Non so neanche trovare le parole per descrivervi l’emozione. Lì sì, che il mio essere beatlemaniaca ha raggiunto il suo massimo.

Poi la grande scoperta di Jamie Lidell, uno che fino a un minuto prima di vederlo sul palco non avevo idea di chi fosse e che da quella sera del 2010 è diventato uno dei miei artisti di riferimento.

Un altro live da brividi è stato quello di John Grant, nel 2011, con la sua voce piena e commovente e una location incredibile.
Ero alla chiesa di Sant’Ambrogio, a Villanova di Castenaso, in provincia di Bologna. Il parroco del paese aveva contribuito a organizzare un mini festival, che mi ha permesso di conoscere un artista gigantesco.

Se poi devo decidere quale sia stato uno dei concerti più strani a cui ho assistito, direi quello di Soap&Skin, a Ferrara, nel 2012.
Era l’estate del terremoto in Emilia, e per questioni di sicurezza avevano spostato i live da Piazza Castello a Parco Massari. Lei matta completa, l’atmosfera onirica e surreale.

E poi quest’estate, Mac DeMarco, il mio primo concerto da sola.

Insomma, da quella sera di luglio del 1999 a Jamiroquai ne ho ascoltata, di musica dal vivo, ma dentro di me resto sempre la stessa ragazzina di 13 anni che continuerebbe a mettersi davanti all’hotel ad aspettare il musicista di turno. Per fortuna con un po’ di pudore in più.

 

 

 

 

 

 

 

Estate, andiamo

Da domani Al contrario si prenderà finalmente un po’ di ferie, ma potete continuare a seguirmi sulla pagina Facebook del blog, o sul mio profilo Instagram. Mi prendo qualche giorno per riposarmi e raccogliere le idee per la prossima stagione, la mia preferita, perché profuma di nuovi inizi e progetti.

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Quando scrivo, ci sono due cose che mi piace particolarmente fare: i bilanci e gli elenchi.
Per quanto riguarda i bilanci, dopo i primi tre mesi dal mio trasferimento virtuale in questo nuovo spazio posso dire che ho ricevuto da subito tante soddisfazioni. Piano piano sono arrivate anche le prime iscrizioni (grazie! Non me ne aspettavo così tante e costanti nel corso dei mesi), i commenti e i “mi piace”.
Queste prime interazioni mi hanno anche aiutata a indirizzare gli argomenti dei post, anche se vorrei potere aumentare un pochino quelli sui viaggi (ma questo, purtroppo, non dipende da me).

Per passare alle liste, invece, prima di partire vi lascio con quella dei mie consigli per le vacanze: cosa fare, leggere, vedere e ascoltare quando sarete in ferie.

Belle cose da vedere
Lisbona
Vilnius (prima e seconda parte)
La Biennale a Venezia
Into the Unknown a Londra
Il Museo della Follia a Salò

Belle cose da leggere
Milk and Honey di Rupi Kaur
La più amata di Teresa Ciabatti
L’arte di essere fragili di Alessandro D’Avenia
I fumetti di Ale Giorgini

Belle cose da ascoltare
Musica per supereroi
Black Girl Power
Pop senza vergogna dei primi anni Duemila
Musica per la colazione
Canzoni della felicità

Belle serie
American Gods
Sense8
Fleabag e I love Dick
Love e Lovesick
Girls

Bei film
La saga degli X-Men
Hidden Figures
Qualcosa a scelta dalla filmografia di Adam Driver
Okja

Buona estate a tutti allora, e grazie a chi sta dimostrando il suo affetto sincero nei confronti di questo progetto e che mi fa capire ogni giorno di più che sto facendo la cosa giusta.